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4 ottobre 2008

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...Quando mi dici che sei stanca, quando nei tuoi brillanti occhi un velo di malinconia appanna lo splendore di quel mare azzurro, quando mi sembri così indifesa e fragile....è in quei momenti che sento riecheggiare quella sofferenza, l'affannosa lotta contro un mostro molto più grande di te, che ha cercato di strapparti da quello che è il bene più prezioso...io non c'ero, non ero ancora al tuo fianco e questo mi fa rabbia perché non ho potuto sostenerti....ma tu con l'aiuto di chi ti stava accanto e col coraggio di chi si aggrappa alla vita con tutta la propria forza lo hai sconfitto...io non c'ero, ma ora ti sono accanto e niente e nessuno ti porterà via da me!

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pillole di stupidità
Postato alle 10:20 di venerdì, 07 novembre 2008
da: [rockstuff]

Buongiorno miei cari amici, sono rockstuff, poi non dite che non vi ho avvisato eh?

Volevo parlare di un po’ di cose note e meno note, sarò quasi breve…..

Il mondo cambia in fretta. Gli states, come sapete, hanno avuto la forza di imprimere al loro paese un cambiamento talmente radicale e talmente emozionante che ha fatto invecchiare noialtri di colpo. Il nostro sobrio presidente del consiglio che recentemente non riesce che a fare battute su età anagrafiche et similia, ha detto che essendo Obama più giovane di lui farà tesoro dei suoi consigli. Adesso, posto che Obama gliene chieda (si sa, meglio che un consiglio venga richiesto prima di elargirlo, buona creanza….) perché non ne ha dati anche a Bush e Putin? Sono tutti più giovani di lui! Come dite? Lo avrebbero preso a calci in culo? Siete i soliti malpensanti. Ma non voglio soffermarmi su questo argomento che riempie ancora le prime pagine di tutti i giornali del mondo, già si sa tutto.

C’è un altro argomento che riempie le pagine di tutti i giornali, attualmente, e cioè il simpaticissimo commento, sempre ad opera del nostro premier, circa il colore della pelle di Obama. Giovane bello e abbronzato. Ora, apparte le cialtronate che ci si dovrebbe astenere dal dire quando si è in visita ufficiale altrove o, comunque,  non nel cesso di casa propria, pare che questo modo di dire sia visto come gravemente offensivo e razzista per alcune comunità di colore; peggio che ‘negro’. Che ci piaccia o no, ad alcuni da fastidio. Che poi non sono proprio alcuni, dato che le testate di tutto il mondo criticano ferocemente i modi del nostro beneamato. E dato che una nota testata americana stamattina titola ‘Obama suntanned’…….ci si aspetta delle scuse… Commento di Silvio? Era una carineria, il mondo è pieno di imbecilli. Capito? Non è lui l’imbecille, ma tutto il resto del mondo!! Ok siete ancora qui? Non siete ancora usciti a sposare un miliardario? E allora peggio per voi, perché adesso si parla di cose che i giornali italiani non hanno pubblicato ma che hanno un’eco spaventoso sulla stampa estera.

Gosetti e Gravina, due celebri e stimati organizzatori del festival del cinema di Roma  hanno rassegnato le loro dimissioni in seguito ad una ‘riorganizzazione politica’ dei vertici del festival. Messaggi di solidarietà dalle sfere culturali di tutto il mondo. Cultura……mah!

Ancora, il governo non rinnova il contratto ad i medici senza frontiere in servizio a Lampedusa dal 2002, costringendoli a lasciare l’isola. Cosa doppiamente grave, non solo perché i medici erano i primi a visitare le migliaia di immigrati che sbarcavano sull’isola, non solo perché sto provvedimento puzza un po’ di xenofobia, ma anche perché, come commentano gli stessi medici, erano solo loro, un’associazione non governativa, a prendersi cura degli immigrati. Ma si, chissenefrega se crepa qualcuno, l’importante è continuare ad avere legna crepitante nel nostro caminetto.

Oh no! Novità dalla germania circa la nostra riforma sulla scuola (restaurazione più che riforma). Il PISA, Programme For International Student Assessment colloca l’università italiana stabilmente fra gli ultimi posti, ponendo attenzione sul fatto che gli studenti stranieri che scelgono di formarsi qui da noi sono circa l’1% della popolazione universitaria, contro il 10% del resto d’europa. La scuola del domani –continua il quotidiano tedesco- è la scuola dell’altroieri ed ai manifestanti si riserva lo stesso trattamento gia visto per i manifestanti per alitalia e per la questione dell’immondizia a Napoli, cioè denuncia mediatica ad opera delle tv tutte controllate dal governo. Sti tedeschi qua, ma perché non pensate ai vostri crauti? Che rompiscatole!

Non ho finito. Sunday Times: ex fotomodella in topless eletta portavoce del governo in Italia. Gianni letta commenta: avrà bisogno di molti mesi per imparare il nuovo lavoro; ecco, a proposito di meritocrazia…..

Parlavo del ministro Mara Carfagna.

Le monde: smacco per il governo italiano: la commissione europea boccia il pacchetto sicurezza di maroni perché contrario alle leggi europee. Non sarà mica che non ci siamo andati nemmeno a spulciare le leggi europee prima di vomitare un pacchetto sicurezza qualsiasi?

Sempre Le Monde: perfino la nipote del duce definisce razzista il provvedimento in studio in Italia riguardane le classi separate nelle scuole per i bambini immigrati.

Concludo col Financial Times: l’Italia si distingue per far politica per interessi personali mentre l’effetto serra surriscalda il mondo; citazione riguardante il veto che il nostro paese ha posto sul pacchetto clima.

Che fate gente? Ancora qui? Il vado a comprarmi il maalox, buooooona giornata……

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Storie di cretinismo e di idiozia, ovvero, i nostri disonorevoli
Postato alle 10:53 di mercoledì, 15 ottobre 2008
da: [rockstuff]

Buongiorno gente, sono Rockstuff, come ve la passate?

Io sono un attimo incazzato e fra poco lo sarete anche voi, pertanto cercherò di essere super breve super conciso super partes ma soprattutto super senza piombo. Le cose vanno male, chi investe vede i propri risparmi depredati da un’allegra manica di delinquenti salvati dal fatto che già da anni il falso in bilancio è pressoché depenalizzato: è economia creativa. I nostri manager, credo sia la traduzione inglese di truffatori, continuano a delinquere facendola franca e molti fra di voi avranno seguito con disappunto la questione del decreto salva manager contenuto nel pacchetto alitalia che –zitti zitti- stava per essere approvato l’altro giorno. Chiaramente la finanza creativa è giusto che la si esporti! Noi abbiamo il nostro Follieri che è andato a fare il guappo negli States senza un soldo, proprio come i nostri pluriblasonati. Però adesso giace in una cella e rischia circa due secoli di carcere. Non ho sparato un numero a tromba, ho detto due secoli. Ma è noto che il made in Italy è sempre al vertice delle esportazioni, siamo i sovrani incontrastati del buon gusto. Infatti abbiamo esportato anche i fascisti che vanno a distruggere le strade delle città con la scusa delle trasferte di calcio, bruciano le bandiere, picchiano la gente, inneggiano al duce…..tutto però con molto buon gusto….

Fascisti, che poi sti ragazzetti non conoscono il fascismo, non hanno mai bevuto l’olio di ricino, mai ingoiato una saponetta, mai comprato il pane con la tessera, mai picchiati con lo stoccafisso essiccato. Spero abbiano la loro buona occasione. Questo evento, udite udite, ha svegliato Biancaneve dal suo sonno secolare e fatato tanto da farle pensare che forse forse sarebbe il caso di vietare le trasferte a questa gente. Si aspettano le controproposte dei club di calcio miliardari….

Però, però c’è qualcosa di buono. I ministri (scusate il termine) hanno all’unanimità condannato –sdegnati- questi atti di violenta xenofobia! Salvo far passare alla camera, proprio ieri, una proposta per istituire le classi scolastiche di soli immigrati!!! Capito? Ma sapete perché? Perché così, hanno detto, si agevola l’integrazione!!!!! Adesso, miei pazienti amici, mi aspetto che ci si dica che per dimagrire basti abboffarsi di pasta. Fassino ha detto che questo provvedimento è una discriminazione abietta. Bravo Fassino, bell’aggettivo, non mi veniva. Il miglior aggettivo dei suoi ultimi 5 anni di sicuro. Molto bene, non perdiamo il buon umore. Se il nostro primo ministro va ad un convegno e si mette a cantare dalla sede storicamente riservata al comizio (con tanto di folla che applaude rapita….), se va in tv e dice che va in discoteca e fa l’amore tre ore a notte, perché dovremmo sentirci depressi? Avviso per chi si fosse messo all’ascolto solo adesso, non parlavo di Rocco Siffredi o di Costantino o di Daniele o degli amici di Maria De Filippi. Parlavo solo del nostro 72enne presidente del consil(v)io…

Ma dopotutto è noto che più fesso sei e meglio sembri. Ministero delle pari opportunità elargito grazie ad una opportunità impari, ministero della pubblica (d)istruzione elargito alla moglie di cettola qualunque. E adesso vi minaccio: seguirà post di approfondimento sulle scuole private…..

E se m’incazzo pure su alitalia!

Però, dico, però se in tv si vede un dipinto del 1700 bisogna coprire le nudità! Perché noi vogliamo solo vedere chiappone di carne in tv, anche alle 6 del pomeriggio! Che so' sti culi dipinti!!!

Adesso chiudo, che non ho ancora concluso nulla stamattina: amici, non siamo nella merda, ci stanno solo facendo fare i fanghi! Ringraziamo, e meditiamo…..

 

p.s. consiglio per i nostri onorevoli: allentatevi il nodo della cravatta…..

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il punto della situazione
Postato alle 10:54 di giovedì, 18 settembre 2008
da: [rockstuff]

buongiorno gentili amici, ormai sembra che in questo profumato e radioso blog di dodoc sia nascosta da qualche parte un'anima incazzata, un ortica ben radicata, una gomma che s'attacca alla suola....insomma una cosa del genere che sarei io: rockstuff. in realtà non è che sia proprio così, però.....qualche volta accadono delle cose che imporrebbero una riflessione. ed io rifletto e condivido, come nello spirito del blog. iniziamo? coraggio! le cose nella cosiddetta 'azienda Italia' non vanno come dovrebbero; e fin qui nulla di nuovo. di nuovo c'è -pensavo- che in realtà l'Italia non è un'azienda, ma uno stato. la sovranità appartiene al popolo e non al direttore o all'amministratore delegato, e questa differenza non è da poco. si perchè chi amministra non dovrebbe badare al bilancio fregando i cittadini -come si puo fare, e si fa, in fabbrica- ma badare ai cittadini prima di tutto. parlo dei fatti recenti che tutti conoscono, la riduzione dei maestri di scuola da 4 ad 1 con drammatiche conseguenze occupazionali e culturali, la divisione dell'alitalia in una società che fattura utili da privatizzare ed un'altra che ha le perdite che resta statale......queste cosette, insomma, pensate e fatte senza pensare minimamente al 'popolo sovrano' ma vomitate fuori da una calcolatrice, forse rotta. purtroppo non è tutto. perchè i media mentre ci distraggono con le solite vomitevoli facezie (il freddo, l'inverno, il siparietto della vezzali col cavaliere a porta a porta, eccetera) glissano elegantemente su cose che succedono in questi giorni, di una gravità assoluta. leggete cosa ho trovato su uno dei tanti siti di 'resistenza civile'. buona lettura e, come sempre, meditate gente.....

Vi ricordate Poggiolini e De Lorenzo? Tra poco li rivedrete all’opera. Lo psiconano ha rimosso Nello Martini, capo dell’AIFA, l’agenzia autonoma che ha il compito di approvare i farmaci. Martini era troppo indipendente, troppo competente e, fatto imperdonabile, troppo onesto. I farmaci sono un prodotto e le case farmaceutiche vogliono mani libere sul mercato della salute. L’AIFA determina il prezzo dei farmaci in base alla loro efficacia. Ma in futuro non sarà più così. I prezzi potranno essere decisi dai ministeri della Sanità e del Welfare in modo indipendente dai benefici. Dopo la stagione di “Mani Pulite” abbiamo la stagione di “Mani Libere”.
Enrica Giorgetti, moglie del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche. Nessun conflitto di interesse? La voglio proporre al posto di Martini. Se porcata deve essere, lo sia fino in fondo.

La prestigiosa rivista Nature è più informata sull’Italia di noi. Di seguito riporto l’articolo: “Clean hands, please” tradotto dal sito Italiadallestero:
“Quindici anni fa al culmine di ‘Mani Pulite’, la polizia irruppe nell’abitazione di Duilio Poggiolini, il capo del comitato nazionale per la registrazione dei farmaci e trovò lingotti d’oro nascosti sotto il suo pavimento. Per molti italiani l’immagine di quei lingotti lucenti è ancora vivida, a simboleggiare in modo permanente i tempi in cui i funzionari del governo, compreso il Ministro della Sanità, prendevano mazzette dalle industrie farmaceutiche per approvare farmaci e stabilirne i prezzi.
… oggi risulta preoccupante la scelta del governo Berlusconi di rimuovere Nello Martini, farmacista senza legami politici, dalla gestione dell’AIFA, l’agenzia autonoma creata nel 2004 per approvare i farmaci e monitorarne l’impiego. Martini è riuscito con successo a limitare l’incremento della spesa farmaceutica al 13% dell’intero budget della spesa sanitaria, ma così facendo ha scatenato le ire dell’industria…
Martini è stato rimpiazzato a metà luglio dal microbiologo Guido Rasi, membro dell’amministrazione dell’AIFA e descritto dalla stampa italiana come vicino ad Alleanza Nazionale… In modo ancor più preoccupante il governo, insediatosi a maggio, dichiara di voler ridurre i poteri dell’AIFA separando la determinazione del prezzo dei farmaci dalla valutazione tecnica sulla loro efficacia, restituendo il potere decisionale sui prezzi al Ministero della Sanità e del Welfare.
In un momento in cui tutte le Nazioni faticano per riuscire a pagare, con budget ridotti, i prezzi sempre più alti dei farmaci di nuova generazione, questa scelta ha poco senso. Se l’Italia vuole effettuare un’efficace politica sui costi sanitari allora l’agenzia indipendente deve essere in grado di integrare tutte le informazioni tecniche con quelle economiche. Per di più le connessioni tra i Ministeri della Sanità e del Welfare con il sistema industriale sono sgradevolmente strette: per esempio la moglie del ministro Maurizio Sacconi è direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche.
Infatti il Governo Berlusconi ha già manifestato l’inquietante tendenza di permettere a interessi industriali di estendere la loro influenza su agenzie dello Stato.. Il governo dovrebbe pensare due volte se è davvero il caso di riaprire la porta che è stata sbarrata dopo il caso Poggiolini.” Da Nature del 7 agosto 2008

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il punto della situazione
Postato alle 17:43 di giovedì, 31 luglio 2008
da: [rockstuff]

Pubblico un pezzo di un articolo apparso sul quotidiano 'la stampa' qualche giorno fa. io lo pubblico così, solo per curiosita o interesse di qualcuno. qualcun altro puo magari trovarci uno spunto per una riflessione di qualche secondo circa la gente che mandiamo ad amministrare la cosa pubblica, cioè le nostre cose.....altri ancora potrebbero aggiungere che in uno stato di diritto civile e democratico è perfettamente plausibile che se un ministro ha un figlio asino questo venga bocciato come tutti gli altri senza che il suo potente papà si scagli contro insegnati e istituzioni, che peraltro ha spontaneamente giurato di rappresentare.......meditate gente, meditate....

 

Cuore di babbo sa tutto: se il suo ragazzo crolla, la colpa è
                  della storia. Non tanto della materia - magari anche - ma
                  specialmente della povera storia nostra, dell’Unità d’Italia
                  imposta e vessatrice. La Padania versa uova d’oro a Roma
                  ladrona, e ne riceve insegnanti meridionali.

                  Insegnanti che tutto conoscono di Luigi Pirandello e nulla di
                  Carlo Cattaneo; chi si ribella, muore. I nostri giovani, per
                  esempio, dice Umberto Bossi. Uno osò, giustappunto, presentare
                  all’esame di maturità una tesina sul gran federalista, e ne
                  guadagnò una bocciatura. Quell’uno è Renzo, figlio di Bossi,
                  al secondo fallimento consecutivo. Per quest’anno ha redatto
                  uno studio titolato su «La valorizzazione romantica
                  dell’appartenenza e delle identità». Non era un somaro,
                  sostiene Bossi, ma una vittima del centralismo.

                  Renzo non si affligga. Ha un ottimo avvocato, e non sempre la
                  scuola sa misurare la gente d’ingegno. L’esempio più illustre,
                  il giovanotto l’ha in casa. La carriera da studente del padre
                  è qualcosa di spettacolare. Frequentò le medie e si iscrisse
                  allo “Stanislao Cannizzaro” di Rho, istituto tecnico per
                  periti chimici. Sono gli anni in cui - come scrisse
                  Gianantonio Stella in «Tribù» - Bossi si allontanò dall’etica
                  severa dei genitori e dalla weltanschauung del mondo agricolo.
                  Anni da scapestrato e donnaiolo. Tanto è vero che non si
                  diplomò. Ma siccome i ciuchi finiscono in catene, Bossi non
                  abbandonò l’idea di scalare le vette del sapere: «La prima
                  tappa della mia marcia d’avvicinamento alla cultura fu la
                  scuola Radio Elettra di Torino».

                  La tappa determinante fu la successiva: venticinquenne, si
                  iscrisse a una scuola privata, e quasi trentenne intascò il
                  diploma scientifico. Non soddisfatto, Bossi provò a diventar
                  dottore, e si cimentò nei corsi di Medicina. Nell’aprile del
                  1975, l’attempato studente potè infine calzare l’alloro:
                  «Decidemmo di sposarci in agosto. In aprile Umberto diede a
                  tutti la grande notizia: mi sono laureato, presto avrò un
                  impiego come medico. Non facemmo nessuna festa, ma corsi a
                  comprargli un regalo, la classica valigetta in pelle marrone»,
                  ricordò intervistata da «Oggi» la prima moglie, Gigliola
                  Guidali. La qual Gigliola, tempo dopo, fiutò la balla. E
                  Umberto, che tutte le mattine usciva di casa destinato allo
                  stetoscopio, confessò: «E’ vero, ma è questione di sei mesi.
                  Poi sarò dottore».

                  I mesi diventarono anni, e sette per la precisione. Trascorsi
                  i quali, perduta la moglie causa divorzio, Bossi condusse la
                  madre a Pavia per la trionfale discussione della tesi; la
                  genitrice, però, attese in auto e le parve sufficiente.
                  Insomma, il babbo di Renzo fece prima a guadagnarsi il titolo
                  di senatore, nel 1987, quando risultava ancora iscritto
                  all’Università. Ma siccome non sono i pezzi di carta a fare la
                  caratura, non è in ragione della tormentata avventura
                  scolastica se a Bossi capita di sostenere, per esempio, che
                  Giulio Cesare fu il primo padano. Le responsabilità risiedono
                  nello slancio politico del gran capo nordista, che qualche
                  volta evolve in orgasmo oratorio. Gli capitò, infatti, di
                  addebitare a Giuseppe Garibaldi la tragica annessione del
                  Lombardo-veneto al Regno d’Italia. Ernesto Galli della Loggia
                  (ma sarebbe bastato un maestrino qualsiasi, e di qualsiasi
                  provenienza) gli fece notare che la faccenda era dipesa dalla
                  Prussia, alleata dei Savoia e vincitrice sull’Austria.

                  Fa niente. Un inciampo capita a chiunque. Il punto è che la
                  famiglia Bossi certe questioni le ha nel sangue. E infatti la
                  seconda sposa di Umberto, la calabrese Manuele Marrone, ha
                  fondato a Calcinate del Pesce, in provincia di Varese, la
                  scuola lombarda «Bosina», che significa «varesina». E’ una
                  elementare e media con tutti i crismi, e i programmi seguiti
                  sono quelli ministeriali. Ma con un deciso scrupolo
                  nell’insegnamento del dialetto e delle tradizioni locali. La
                  matematica si chiama etnomatematica, e la pedagogia si chiama
                  etnopedagogia. Gli scolari vanno nei boschi a conoscere le
                  specie di alberi del varesotto. E quando sono sui banchi,
                  studiano la Seconda guerra d’indipendenza, la Prussia e
                  Garibaldi.


Un grazie al mio grandissimo amico dodoc per darmi l'opportunità di sedere sul sidecar del suo bellissimo blog e di sorbirsi i miei travasi di bile....
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Non parlate in auto....
Postato alle 14:04 di mercoledì, 19 marzo 2008
da: [dodoc]
Niente riservatezza in auto. E' questa il principio sostenuto dalla Suprema Corte la quale ha constatato che se esistono leggi a garanzia della privacy delle conversazioni telefoniche, telegrafiche, telematiche e informatiche altrettando non si può affermare per la tutela della riservatezza all'interno dell'abitacolo di un auto, con la coseguenza che non vi sono mezzi normativi che tutelano le parole "scambiate" all'interno di un automobile. Questa lacuna normativa ha portato la Corte di Cassazione a confermare il proscioglimento di ventidue persone di Brescia, tra detective privati e clienti (mogli e mariti traditi), dall'accusa di aver spiato - con apparecchi di intercettazione o localizzazione satellitare - il coniuge fedifrago, o presunto tale.
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Occupare case non è reato....
Postato alle 22:52 di mercoledì, 26 settembre 2007
da: [dodoc]
"Ai fini della sussistenza dell'esimente dello stato di necessità previsto dall'Art.54 del codice penale, rientrano nel concetto di danno grave alla persone - si legge nella sentenza - non solo la lesione della vita o dell'integrità fisica, ma anche quelle situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona".
Questo si legge nella motivazione della sentenza della Corte di Cassazione, la n. 35580, con la quale la Suprema Corte ha escluso che commentta un reato chi in stato di grave indigenza occupa abusivamenye una casa popilare. I giudici del Palazzaccio hanno così annullato con rinvio una decisione della Corte d'Appello di Roma: i giudici avevano infatti ritenuto colpevole una donna del reato di occupazione abusiva di immobile di proprietà dell'Iacp condannandola ad una multa di 600.

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Postato alle 19:50 di martedì, 25 settembre 2007
da: [rockstuff]

Cari amici, qui appresso è riportata fedelmente una lettera scritta da padre Benjamin a Beppe Grillo. Meditate gente....

Caro Beppe Grillo,
sono padre Benjamin, non so se ti ricordi, nel marzo 2003 prima dell’aggressione americana contro l’Iraq, dicevo a “Porta a Porta” che non c’era in quel Paese nessuna arma di distruzione di massa, che era tutta una montatura di Washington per ingannare l’ONU e l’opinione pubblica.
Dicevo che se avessero invaso l’Iraq non avrebbero trovato nessuna arma di distruzione di massa, ma certamente un'eroica resistenza all’invasione. Mi hanno risposto con offese, ingiurie, calunnie e hanno dato ordine alle reti televisive e alle radio di non parlare dei miei libri e dei miei film sull’Iraq. Quando si dice la verità e i potenti Signori delle bugie non possono risponderti con altre menzogne, impiegano la denigrazione, l’insulto, la diffamazione.
Dio ti benedica, Grillo. Anche me hanno trattato da terrorista, perché dicevo la verità su quanto accadeva realmente in Iraq e denunciavo le menzogne dei “Signori delle Bugie” di Washington e Londra. Il Corriere della Sera, in un editoriale (del 2004) di un giornalista amico di un signore libico Capo del Mossad a Roma, aveva pubblicato che facevo parte di un’associazione islamica terroristica. Niente di più. Ho scritto cortesemente al quotidiano di correggere. Nessuna risposta. Il mio avvocato ha scritto al Direttore del quotidiano e al giornalista. Anche per lui, nessuna risposta. Ho fatto causa e ho vinto, con una sentenza definitiva del Tribunale di Milano.
Tutti questi “cani guardiani del Potere” mi trattavano in diretta televisiva da pro Saddam, perché dicevo che secondo l’UNICEF morivano in Iraq da 5 a 6.000 bambini al mese per le conseguenze dell’embargo, mi trattavano da anti-americano, perché dicevo che avevano contaminato la popolazione e l’ambiente con armi all’uranio impoverito, affermavano che queste armi non esistevano!
Gianfranco Fini mi tirava in faccia che non ero degno di portare l’abito religioso, perché affermavo che il rapporto presentato al Congresso americano, rapporto dell’Istituto strategico del Collegio di Guerra della Pennsylvania, conferma che nella strage di Halabja contro i Kurdi, che fece 5.000 vittime, con armi chimiche, l’Iraq non c’entrava niente. Citavo un rapporto ufficiale presentato al Congresso americano nel 1989, ma Fini, che nel 1983 viaggiava con Donald Rumsfeld in Iraq per andare a stringere la mano a Saddam Hussein, lui, nel 2003, Ministro degli Affari Esteri, non sapeva nulla di questo rapporto al Congresso. Ecco perché il processo a Saddam Hussein sulla tragedia dei Kurdi di Halabja non l’hanno mai voluto fare. Ecco perché l’hanno impiccato prima (per aver ucciso 148 estremisti islamici): per evitare il processo per le vittime di Halabja. Sarebbe saltato fuori il famoso rapporto al Congresso intitolato “Iraqi power and U.S. Security in the Middle East (97 pagine)" e sarebbe stato scoperto che in questa faccenda, loro, gli americani, avevano una pesante responsabilità.
Manipolano le coscienze con montagne di menzogne e offendono coloro che divulgano la verità per denigrarli presso l’opinione pubblica con la loro potente macchina di disinformazione. Come hai detto così bene, per farlo, i loro “cani da guardia”, su tutte le reti aziendali, abbaiano. Contro chi attacca la loro egemonia, contro chi denuncia il loro predominio e la loro arroganza. Il loro odio non ha fine. Per fermare chi dice la verità non si fermano dinanzi a nulla. Ecco un esempio: il 14 febbraio 2003 accompagnavo Tareq Aziz e la delegazione irachena per l’incontro con Papa Giovanni Paolo II. Saputa la cosa, hanno fatto di tutto per impedirlo. Sono (i signori delle Bugie e del Potere) intervenuti presso il Cardinale Camillo Ruini e presso alcuni potenti Prelati della Segreteria di Stato del Vaticano, perché mi fosse impedito di incontrare Giovanni Paolo II. E così fu.
Il giorno dell’udienza, arrivato con la delegazione irachena presso la biblioteca del Papa, mi fu impedito di entrare e mi fu chiesto di aspettare (come un cane), da solo, in una stanza. Dopo l’udienza di Aziz con il Papa, quando il Ministro iracheno è venuto a sapere quanto era accaduto, furioso, ha deciso di cancellare la conferenza stampa del pomeriggio presso la Sala Stampa Esteri. E’ soltanto dopo aver insistito per tre volte di mantenere la conferenza che finì per accettare. Tareq Aziz doveva partecipare a “Porta a porta”. Una telefonata del produttore mi informava, la mattina della trasmissione, che era stato vietato ai giornalisti di ricevere il ministro iracheno negli studi della RAI, e furono cancellate tutte le trasmissioni Rai alle quali avrebbe dovuto partecipare Aziz.
Democrazia in delirio. Caro Beppe, dicono di te cose deliranti! Benedetto sei tu, quando sei oltraggiato e offeso, ne esci ancora più grande. E’ così: i Media aziendali devono obbedire ai loro sponsor, lobby dell’armamento e del petrolio. Chi paga, comanda. Prendono i figli di Dio per dei coglioni, ma il peggio è che i figli di Dio non se ne rendono nemmeno conto! Fabbricano, nei loro studi, un video con un attore nel ruolo di Bin Laden.
Un anno fa con la barba grigia, adesso con la barba nera. Se ne accorgono troppo tardi e dicono che la barba di Osama è nera in questo nuovo video, perché è una tradizione degli islamici di tingersi la barba quando sono in guerra. L’anno scorso la barba di Osama era grigia e bianca, oggi è nera! Probabilmente perché l’anno scorso, anche se Bin Laden era in guerra, aveva dimenticato di andare in tintoria. Pronto il nuovo video di Osama barba nera, tutti i “cani da guardia” a trasmetterlo con appassionati commenti.
L’anno scorso, i Servizi segreti francesi avevano dichiarato che Bin Laden era morto e che ne avevano le prove. Sarà risuscitato. In un video, vedi Bin Laden mangiare con la mano destra quando è mancino e tutti coloro che lo conoscevano possono testimoniare che è mancino, ma fa niente, nessuno lo sa. Il suo anello al dito, non è suo, ma fa niente, non si vede bene. Gran parte dei discorsi del Bin Laden super star sono stati scritto da Adam Gadhan, di Los Angeles, il cui nome originale è Adam Pearlman (anche noto come Azzam l’Americano), ma fa niente. Che ne sa il gregge della RAI.
Ti dicono: oggi 27 attentati terroristici in Iraq. Non sanno nemmeno in Iraq chi siano gli autori di queste azioni, ma i Media in Occidente ti dicono che sono dei terroristi. Nell’ultima guerra mondiale, durante l’occupazione della Francia, la radio tedesca di propaganda diceva della Resistenza francese che si trattava di terroristi che attaccano le forze tedesche. Diceva Goebbels, capo della propaganda del III° Reich: “Quando dite una bugia, dovete ripeterla mille volte, alla fine tutti crederanno che è vera”.
Così fanno i servi dell’Impero della Bugia di Washington, Londra, Roma, Parigi e Sidney. Ti ricordi che i “cani guardiani del potere” avevano pubblicato che padre Benjamin aveva ricevuto dal Governo di Saddam Hussein delle "allocazioni" di petrolio. Avevo risposto che non le avevo mai accettate. Quando gli ispettori dell’ONU hanno pubblicato il loro rapporto e hanno scritto che non soltanto il Ministero del petrolio a Baghdad e la SOMO confermava che padre Benjamin non aveva mai ritirato queste allocazioni, ma che le aveva rifiutate ufficialmente con una lettera a Tareq Aziz (della quale gli ispettori dell’ONU avevano una copia), nessun quotidiano, dico nessuno di quelli che mi avevano offeso e denigrato, ha avuto il coraggio di scrivere “ci siamo sbagliati con Benjamin: il rapporto ONU conferma che non ha mai accettato queste allocazioni di barili di petrolio”. Anzi, padre Benjamin è stato l’unico, tra centinaia di personalità, ad aver rifiutato. L’unico stronzo, perché adesso si è fatto fregare il suo petrolio dagli americani.
Invece, puoi immaginarti il casino se fosse adesso rivelato quale società di Donald Rumsfeld faceva business con Saddam Hussein durante l’embargo e la quantità di barili di petrolio ed altro che si sono presi due Capi di Stato di Paesi Europei. E non sono quei Capi di Stato che si potrebbe immaginare, perché contrari all’aggressione contro l’Iraq. No, sono altri.
Potrei scriverti un libro, potrei anche raccontarti un sacco di cose sull’11 settembre 2001, sulle confidenze di Tareq Aziz durante la sua visita in Italia, su cosa probabilmente accadrà prossimamente in Iraq, ma non voglio abusare della tua pazienza e del tutto tempo. Ti ringrazio già di avermi letto fin qui. Volevo soltanto testimoniarti la mia stima per il tuo coraggio. Saranno capaci di tutto per fermarti, ma non ce la faranno. Sul tuo treno stanno salendo ogni giorno sempre più viaggiatori e il tuo binario è diritto, il loro è vecchio, storto e pericoloso. Ricordati di Colui che diceva “la Verità vi renderà liberi”. Jean-Marie Benjamin

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